elisa

Bella era bella, non posso negarlo. Ma a me non piaceva, la bellezza di Elisa, e non mi piaceva perché non la capivo. Eppure, quando uscivamo sul lungomare fermavano lei e non me. Come sei bella, le dicevano. E a me niente. Per colpa sua, nessuno mi fermava. Prima che gli sguardi arrivassero a me, intercettavano Elisa, quel suo viso sbiadito e quel naso troppo lungo, prima che arrivassero a me toccavano lei. Ma a Elisa non importava di essere bella, e a me sì. Per lei, era tutto dovuto.
Perché non ringrazi il cielo, Elisa? Perché non ringrazi il cielo di essere bella? Lei si tirava la coda ancora più stretta, e insieme ai capelli tirava su gli zigomi e i lati della bocca, e gli occhi sembravano quelli di una cinese. Gli uomini le fischiavano dietro, ma lei tirava dritto e se ne fregava. Sembrava un ragazzino, con la sigaretta di lato e la bocca storta.

A me non piaceva, Elisa, eppure stavo sempre con lei. Volevo scoprire il suo segreto. Qual è il tuo segreto, Elisa? Come fai a far girare gli uomini? Ma lei sbuffava e diceva mi hai stufato, lei sbuffava e diceva basta con queste domande. Lei diceva sei tu, quella bella. Non sono io, sei tu. Guarda che bel seno, che hai. Guarda che belle gambe. Io sono tutta secca come un ragazzino. Se fossi un uomo, sarei innamorato di te. Se fossi un uomo, vorrei stare con te tutto il tempo. Non capiscono niente, gli uomini.
A me Elisa non piaceva, questo è ovvio, e infatti non ero fidanzata con Elisa ma con suo fratello. Eravamo fidanzati in casa, io e Dario, ma a Elisa non importava, a Elisa non importava niente: né della sua bellezza, né degli sguardi dei ragazzi, né del fatto che io e suo fratello fossimo fidanzati. A Elisa non importava niente di niente, ma a me di Elisa importava eccome.

Un giorno eravamo appena tornate dalla spiaggia e lei aveva la pelle bruciata. Ti fai la doccia con me?, mi ha chiesto. Ho detto va bene, mi faccio la doccia con te, ma io lo sentivo che c’era qualcosa di sbagliato, io lo sapevo che dentro di lei c’era qualcosa di guasto, io lo sapevo che non avrei dovuto. Mi sono infilata sotto l’acqua e il corpo nudo di Elisa era davanti a me, Elisa era davanti a me coi capelli sciolti e la pelle piena di granelli di sabbia. Non ha detto niente e mi ha dato un bacio. Non un bacio come quelli di Dario, ma un bacio con le labbra chiuse.

Io volevo solo scoprire il suo segreto, il segreto di Elisa, ma a un certo punto Dario ha iniziato a farmi domande strane, del tipo perché stai sempre con Elisa, ti ho vista che la fissavi, e cose così. Io non sapevo cosa dire, e allora ho detto che la fissavo perché volevo capire se era più bella di me, ma quando ho risposto così Dario è diventato una furia e ha preso a pugni il muro e si è spaccato le mani.
Una sera stavamo cenando e Dario l’ha presa per i capelli, Dario ha preso Elisa per i capelli e le ha detto: se non la smetti ti ammazzo. Ma Elisa rideva – smettila di ridere, Elisa, che ti ammazza per davvero. Elisa rideva, e allora lui le ha detto ti ammazzo.
Io mi sono messa a piangere, perché avevo paura che Dario ammazzasse Elisa sul serio e non così tanto per dire, ma lei gli urlava contro, lei non aveva affatto paura e Dario era pallido come un morto e le ha detto te ne devi andare, devi andartene adesso, brutta puttana di merda. Allora Elisa ha sputato e si è pulita la bocca col braccio e se n’è andata via.

Senza Elisa non c’era nulla da fare, ma io sapevo che se Dario l’aveva cacciata era stato per una buona ragione. Io lo sapevo, eppure Elisa mi mancava, io lo sapevo eppure sono andata a cercarla al negozio. Tenga pure il resto, ha detto Elisa, e poi mi ha sorriso. Io non lo sapevo perché ero andata al negozio a cercarla, giuro che non lo sapevo, ma Elisa sì, lei lo sapeva benissimo e mi ha detto andiamo via, e io le ho detto va bene, andiamo via, ma solo se la smetti di farti guardare dagli uomini, le ho detto, andiamo via solo se non ti fai più guardare. E lei ha detto faccio quello che vuoi, basta che andiamo via, domani andiamo via, non importa dove ma andiamo via. Allora mi prometti che non ti fai più guardare dagli uomini? Me lo prometti, Elisa? Mi prometti che sarai bella solo per me? , ha detto lei, sarò bella solo per te, degli altri non mi interessa. Io non mi fidavo di Elisa ma le ho detto va bene, ti credo, perché a quel punto non volevo più stare con nessuno che non fosse Elisa, ma quando ho visto la faccia di Dario ho capito che sapeva, sapeva che anch’io ero guasta dentro e che non c’era più niente da fare, Elisa mi aveva corrotta.

In valigia ho messo i trucchi e poi sono andata a casa di Elisa. Aveva i capelli sciolti e gli occhi cattivi – era cattiva, la mia Elisa, era cattiva come una serpe. Ho tirato fuori i trucchi e li ho messi sul tavolo: fondotinta, eye liner, mascara, ombretti in crema, blush in polvere, rossetto, pennelli grandi, medi, piccoli. C’era tutto. Il fondotinta mi piaceva stenderlo coi polpastrelli, proprio come una crema. Si infilava tra le rughe di espressione nello stesso modo in cui Elisa si era infilata tra me e Dario. Poi è venuto il turno dell’eye liner e ancora del mascara, del blush e del rossetto. Elisa era seduta davanti a me in silenzio e con gli occhi chiusi, sembrava proprio una bambola, e mentre la truccavo sapevo quello che stavo facendo, mentre la truccavo sapevo che se lo meritava, che meritava una bellezza sporca, perché lei era cattiva e guasta esattamente come me, lei era un serpente e mi faceva schifo.
Di quello che è successo dopo, ricordo solo l’odore dell’acido e le grida di Elisa e i trucchi rovesciati sulle mattonelle blu e lei che cercava di strapparsi la faccia e i capelli e gli occhi, lei che cercava di strapparsi tutto con le unghie, lei che gridava brucia, la pelle brucia, brucia tutto, aiutatemi, dio mio, brucia tutto.

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Testo Giulia Sara Miori
Illustrazioni Omar Cheikh

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